
Forza d'Agrò
Forza d'Agrò
Forza d'Agrò
Un museo all’aperto, dal panorama incredibile e dalla storia e cultura che trasuda da ogni pietra. È questa Forza d’Agrò, il cui attuale nucleo urbano centrale affonda le radici in un medioevo del quale conserva ancora atmosfera, viuzze e castello. Gli altri due nuclei urbani, Scifì e Fondaco Prete, completano questo museo in maniera originale. Fondaco Prete è il fiore all’occhiello turistico, con le affascinanti e impenetrabili rocce a strapiombo sullo Jonio, che si appoggiano al castello di Sant’Alessio, e poi, in basso, si perdono nelle larghe spiagge. Scifì, con i suoi scavi romanobizantini, rappresenta il centro più giovane della valle, con suoi 150 anni di vita, ma anche il più antico, con i ritrovamenti archeologici che hanno testimoniato la presenza umana in epoca romana. Scifì intreccia la propria storia con quella dell’origine del monastero dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò. Ed è da questo monastero che inizia anche la storia dell’attuale nucleo urbano di Forza d’Agrò. Risale, infatti, al 1117 un documento che dà notizia di un casale, il Vicum Agrillae, donato al monastero. Ma è soltanto con la metà del ‘300 che questo casale assume il nome di Forza, forma sincopata di Fortezza. Questa fortezza che sorveglia le scogliere affacciate sullo Jonio, nel corso dei secoli ha alimentato numerose leggende e misteri, soprattutto col suo castello, eretto dai normanni e più volte rimaneggiato. La sua posizione strategica la rese davvero la fortezza della valle, come dimostra, tra l’altro, il fatto che gli inglesi la occuparono nel 1810 in funzione antifrancese. Fu sede dell’università e luogo di vicende storiche importantissime per la vita del comprensorio. Del medioevo, Forza d’Agrò ha conservato tutta l’atmosfera. Le sue case, fatte di calce e pietra, coi solai di legno e le ripide scale, che non superano i due piani d’altezza, rievocano le immagini d’una storia che qui ancora non è andata perduta. Salendo tra le stradine si coglie ancora silenzio. E in questa profonda quiete che profuma d’antico, ci si può immergere con calma nella visita della cittadina. Oltre all’imponente castello, si può contemplare nel cuore del paese la possente cattedrale, nel cui impianto si intrecciano in mirabile armonia elementi del ‘400, secolo a cui risale la fondazione, e del ‘700, quando l’edifi cio fu ricostruito, su pianta diversa, dopo un terremoto. Non distante dalla cattedrale, si trova la chiesa della Triade, della fine del ‘400, e l’arco Durazzesco che ne sormonta la suggestiva scalinata. È lì che si trova anche il convento degli Agostiniani, risalente al ‘600. Accanto a tanta storia, il Damuseddu Belvedere, un punto panoramico da dove è possibile ammirare dall’Aspromonte all’Etna. PUNTI DI INTERESSE Chiesa della Triade: È stata costruita in uno dei punti più alti del paese, alla fine del ʻ400. Vi si accede attraverso una grande scalinata sovrastata dallo splendido Portale Durazzesco. Il prospetto della chiesa, che risale al 1576, sostituì la precedente ossatura che è ancora visibile. Lʼinterno conserva importanti opere, del ʻ400 e ʻ500. Addossato alla chiesa sorge il convento Agostiniano, costruito agli inizi del XVII secolo. Recentemente restaurato, è oggi adibito a centro convegni e spazio museale. Portale Durazzesco: Il prospetto della chiesa, che risale al 1576, sostituì la precedente ossatura che è ancora visibile. Lʼinterno conserva importanti opere, del ʻ400 e ʻ500. Addossato alla chiesa sorge il convento Agostiniano, costruito agli inizi del XVII secolo. Recentemente restaurato, è oggi adibito a centro convegni e spazio museale. Castello Normanno: Risalente al periodo normanno, venne ricostruito dal conte Ruggero I d'Altavilla e riedificato alla fine del '500. Si possono ancora ammirare la cinta muraria con le feritoie e i resti della torre campanaria. Il Castello fu occupato dagli inglesi nel 1810. Chiesa di S. Francesco: Risalente al XVI secolo, è nota come chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, per la presenza di una statua della santa in marmo di Carrara, opera di un allievo del Montorsoli. Palazzi Miano, Mauro, Bondi e Garufi: Tutti maestosi e pregevoli edifici del Seicento.
